Curiosità

"I biglietti del gioco del Lotto del 1859", rinvenuti all'interno della Chiesa di San Matteo Apostolo

I biglietti datati 1859 sono stati rinvenuti all'interno del basamento della statua di San Michele Arcangelo nella Chiesa di San Matteo Apostolo di Rocca San Giovanni, durante i lavori di mantenimento e piccoli restauri da noi effettuati nel 1996/97.

I frammenti molto logori e accartocciati, avevano la funzione di riempimento di alcuni spazi vuoti che il costruttore o il restauratore era obbligato ad usare per poter modellare o infittire la finta roccia realizzata con pezzi di sughero.

Il lotto nasce a Genova all’inizio del XVI sec. Gestito da privati era basato sui nomi dei candidati al senato ( estratti dalle “BORSE “ ) o urne.
Bisognava indovinare chi sarebbe stato eletto.
Il governo lo legalizza con il nome “ GIOCO DEL SEMINARIO “ dalle urne del seminario che racchiudevano i nomi dei candidati e lo gestisce direttamente.
In appresso i nomi vengono sostituiti dai numeri ma per dare una parvenza di legalità ad ogni numero viene accoppiato il nome di una ragazza povera che doveva prendere marito o farsi monaca per crearle così una dote.
Dalla somma vincente veniva detratta una piccola parte da destituire alla ragazza e prende il nome di “ LOTTO DELLE ZITELLE “.
Alla fine del 600 arriva a Napoli e attraverso i Borboni si diffonde anche in Spagna e in altri paesi.
Fino al 1772 si effettuavano 9 estrazioni l’anno, nel 1773 le estrazioni diventarono 18, diventano settimanali nel 1818.
Fino al 1814 il costo minimo di un biglietto è di 1 GRANO, un centesimo di DUCATO, in un epoca in cui 10 GRANI erano il prezzo per ½ Kg. di pane (500 TRAPPESI O ½ ROTOLO). Ed era anche tollerata l’abitudine di dividere la scommessa minima in oltre una decina di quote.
Nel 1858 l’ammontare della scommessa era di circa 2.000.000 di DUCATI l’anno (circa Lit. 8.500.000 ) e il banco, cioè il Re, incassava a medio termine c.a. il 50% delle somme scommesse.
Nel XVIII sec. La vincita di un estratto era pagata 13 volte la posta, l’ambo 266 volte la posta, il terno 5.100 volte la posta.
Era vietato giocare sulle quaterne e la cinquina per evitare rischi al banco, in più un apposito ufficio “L’UFFICIO DEL CASTELLETTO” aveva la facoltà di chiudere determinate combinazioni qualora questi si concentrassero su determinati numeri. L’elaborazione dei dati dell’archivio di Stato di Napoli * sono le seguenti:

SOMME PUNTATE PROBABILITA
Estratto 6,5% 1/17°
Ambo 55% 1/400°
Terno 38,5% 1/12.000°

 

Nel primo 800 l’azienda contava oltre 1.200 addetti e la stragrande maggioranza erano “POSTIERI”, coloro cioè che andavano in giro a raccogliere le scommesse in ogni parte del Regno.

*CONTEMPORANEA anno I° numero 1,Gennaio 1998 ediz. Il Mulino.